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Note di Release per Debian GNU/Linux 3.1 ("sarge"), Mipsel
Capitolo 4 - Aggiornamenti da precedenti release


4.1 Preparazione all'aggiornamento

Prima di aggiornare il proprio sistema, si raccomanda vivamente di effettuare un backup completo, o almeno un backup di tutti quei dati e informazioni di configurazione che non ci si può permettere di perdere. Gli strumenti ed i processi di aggiornamento sono piuttosto affidabili, ma un problema all'hardware nel mezzo di un aggiornamento potrebbe risultare in un sistema fortemente danneggiato.

Le principali cose di cui si vorrà mantenere una copia sono i contenuti di /etc e di /var/lib/dpkg e l'output di dpkg --get-selections "*".

Di per sé, il processo di aggiornamento non modifica nulla nella directory /home. È tuttavia noto che alcune applicazioni (p.e. Mozilla e alcune applicazioni di KDE) sovrascrivono impostazioni preesistenti dell'utente con nuovi default quando un utente avvia per la prima volta una nuova versione dell'applicazione. Si potrebbe voler fare per precauzione un backup di file e directory nascosti (“dotfile”, cioè file che i cui nomi iniziano con un punto, NdT) delle directory home degli utenti. Tale backup potrebbe aiutare a ripristinare o ricreare le vecchie impostazioni. Si potrebbe anche voler informare gli utenti di questa faccenda.

È saggio informare in anticipo tutti gli utenti di qualunque aggiornamento si stia pianificando, sebbene gli utenti che accedono al sistema tramite SSH (perlomeno) non dovrebbero notare granché durante l'aggiornamento, e potrebbero voler continuare a lavorare. Se si desidera prendere ulteriori precauzioni, si esegua un backup delle partizioni degli utenti (/home) e le si smonti prima dell'aggiornamento. Non sarà normalmente necessario un riavvio, a meno che si pianifichi di aggiornare anche il kernel.

L'aggiornamento della distribuzione dovrebbe essere effettuato o in locale da una console virtuale in modalità testo (o da un terminale seriale direttamente connesso), o in remoto attraverso un collegamento ssh.

Importante! Non si dovrebbe effettuare l'aggiornamento utilizzando telnet, rlogin, rsh, o da una sessione di X gestita da xdm, gdm o kdm etc. sulla macchina che si sta aggiornando. Questo perché ciascuno di tali servizii potrebbe essere terminato durante l'aggiornamento, il che può risultare in un sistema inaccessibile che si troverebbe aggiornato solo a metà.

Qualsiasi operazione di installazione di pacchetti deve essere eseguita con i privilegi di superutente, per cui è necessario accedere come root o utilizzare su o sudo per ottenere i diritti di accesso necessarii.


4.2 Controllo dello stato del sistema

Il processo di aggiornamento descritto nel presente capitolo è stato progettato per aggiornamenti da sistemi woody puri. Esso assume che il sistema sia stato aggiornato fino all'ultima release anche minore di woody. Se non lo si è fatto o si è insicuri, si seguano le istruzioni in Aggiornamento del proprio sistema woody, Sezione B.1.


4.2.1 Disattivare il pinning di APT

Se si è configurato APT per installare alcuni pacchetti da una distribuzione diversa da stable (p.e. da testing), si potrebbe dover modificare la propria configurazione dei pin APT (salvata in /etc/apt/preferences) per consentire l'aggiornamento di tali pacchetti alle versioni contenute nella nuova release stable. Maggiori informazioni sui pin APT possono essere reperite in apt_preferences(5).


4.2.2 Controllo dello stato dei pacchetti

Indipendentemente dal metodo utilizzato per l'aggiornamento, si raccomanda di controllare prima lo stato di tutti i pacchetti, e di verificare che tutti i pacchetti siano in uno stato che ne consente l'aggiornamento. Il seguente comando visualizzerà eventuali pacchetti che siano in uno stato “Half-Installed” o “Failed-Config”, e quelli che abbiano uno status problematico.

     
     
     # dpkg --get-selections | grep hold

Si potrebbe anche ispezionare lo stato di tutti i pacchetti sul proprio sistema utilizzando dselect, aptitude, o con comandi come

     # dpkg -l | pager

o

     # dpkg --get-selections > ~/curr-pkgs.txt

È desiderabile la rimozione di qualunque blocco prima dell'aggiornamento. Se qualche pacchetto che è essenziale per l'aggiornamento è bloccato [“on hold”], l'aggiornamento non andrà a buon fine. Si possono identificare pacchetti tenuti bloccati con

     # dpkg --get-selections | grep hold

Se si è modificato e ricompilato un pacchetto localmente, e non lo si è rinominato né lo si è contrassegnato nella versione, lo si dovrà bloccare per impedire che venga aggiornato. Lo stato bloccato [“hold”] dei pacchetti può essere cambiato mediante l'utilizzo di dselect (nel menù Seleziona, si utilizzino i tasti `H' e `G' per bloccare e sbloccare, rispettivamente), o editando il file prodotto da

     # dpkg --get-selections > ~/curr-sels.txt

per modificare “hold” in “install” (o viceversa) e quindi eseguendo

     # dpkg --set-selections < ~/curr-sels.txt

Se c'è bisogno di sistemare qualcosa, è sempre meglio assicurarsi che il proprio sources.list faccia ancora riferimento a woody come spiegato in Controllo della lista delle fonti, Sezione B.2.


4.2.3 Fonti non ufficiali e backport

Se si hanno pacchetti non-Debian sul proprio sistema, si dovrebbe essere al corrente del fatto che essi potrebbero essere rimossi durante l'aggiornamento a causa di dipendenze in conflitto. Se tali pacchetti fossero stati installati tramite l'aggiunta di un archivio extra di pacchetti in /etc/apt/sources.list, si dovrebbe verificare se quell'archivio offra anche pacchetti compilati per sarge e modificare rispettivamente la riga delle fonti nel momento stesso in cui si modifichino le righe delle fonti per i pacchetti Debian.

Alcuni utenti potrebbero avere installate nel loro sistema versioni non ufficiali “più recenti” da backport di pacchetti che sono in Debian woody. Tali pacchetti sono i primi candidati a causare problemi durante un aggiornamento, dal momento che essi potrebbero far risultare conflitti tra file[1]. La sezione Problematiche che potrebbero emergere durante l'aggiornamento, Sezione 4.4.6 contiene delle informazioni su come comportarsi di fronte a conflitti fra file nel caso in cui si dovessero verificare.


4.3 Preparazione delle fonti per APT

Prima di cominciare l'aggiornamento si deve predisporre per le liste dei pacchetti il file di configurazione di apt, /etc/apt/sources.list.

apt prenderà in considerazione tutti i pacchetti che possono essere trovati tramite ogni riga “deb”, ed installerà il pacchetto con il numero di versione più alto, dando la priorità alle righe menzionate per prime (in questo modo, nel caso in cui siano presenti più locazioni di mirror, si dovrebbe menzionare per primo un disco fisso locale, poi CD-ROM, infine mirror HTTP/FTP).

Si fa spesso riferimento ad una release sia tramite il uso nome in codice (p.e. woody, sarge) sia tramite la denominazione del suo stadio (cioè oldstable, stable, testing, unstable). Fare riferimento ad una release attraverso il suo nome in codice presenta il vantaggio che non si sarà mai sorpresi da una nuova release, e per questa ragione è il modo adottato qui. Questo naturalmente significa che si dovrà fare attenzione da sé agli annunci di release. Se si utilizza invece la denominazione dello stadio, si vedranno semplicemente ondate di aggiornamenti disponibili per i propri pacchetti non appena avvenga una release.


4.3.1 Aggiunta di fonti Internet per APT

La configurazione di default è predisposta per l'installazione dai principali server Debian su Internet, ma si potrebbe desiderare di modificare /etc/apt/sources.list per utilizzare altri mirror, preferibilmente un mirror più “vicino” (dal punto di vista della rete).

Gli indirizzi dei mirror HTTP o FTP di Debian possono essere reperiti presso http://www.debian.org/distrib/ftplist (si guardi la sezione “elenco dei mirror”). I mirror HTTP sono in genere più rapidi dei mirror FTP.

Ad esempio, si supponga che il proprio mirror Debian più vicino sia http://mirrors.kernel.org/debian/. Ispezionando tale mirror con un browser web o con un client FTP, si noterà che le directory principali sono organizzate nel modo seguente:

     http://mirrors.kernel.org/debian/dists/sarge/main/binary-mipsel/...
     http://mirrors.kernel.org/debian/dists/sarge/contrib/binary-mipsel/...

Per utilizzare questo mirror con apt, si aggiungerà al proprio file sources.list la seguente riga:

     deb http://mirrors.kernel.org/debian sarge main contrib

Si noti che “dists” è aggiunto implicitamente, e che gli argomenti che seguono il nome della release sono utilizzati per espandere il percorso su directory multiple.

Dopo aver aggiunto le proprie nuove fonti, si disabilitino le righe “deb” preesistenti in sources.list, ponendo davanti ad esse un simbolo 'cancelletto' (#).

Ogni pacchetto richiesto per l'installazione che venga prelevato dalla rete è conservato in /var/cache/apt/archives (e nella sottodirectory partial/ durante lo scaricamento), dunque ci si deve accertare di avere sufficiente spazio a disposizione prima di tentare di avviare l'installazione. Con un'installazione di Debian ragionevolmente estesa, ci si possono attendere almeno 300 MB di dati scaricati.


4.3.2 Aggiunta di fonti da mirror locale per APT

Al posto di utilizzare mirror HTTP o FTP dei pacchetti, si potrebbe desiderare di modificare /etc/apt/sources.list per utilizzare un mirror su un disco locale (possibilmente montato su NFS) (NFS: filesystem di rete, NdT).

Ad esempio, il proprio mirror dei pacchetti potrebbe essere sotto /var/ftp/debian/, e si potrebbe avere directory principali come le seguenti:

     /var/ftp/debian/dists/sarge/main/binary-mipsel/...
     /var/ftp/debian/dists/sarge/contrib/binary-mipsel/...

Per utilizzare questo mirror con apt, si aggiungerà al proprio file sources.list la seguente riga:

     deb file:/var/ftp/debian sarge main contrib

Si noti che “dists” è aggiunto implicitamente, e che gli argomenti che seguono il nome della release sono utilizzati per espandere il percorso su directory multiple.

Dopo aver aggiunto le proprie nuove fonti, si disabilitino le righe “deb” preesistenti in sources.list, ponendo davanti ad esse un simbolo 'cancelletto' (#).


4.3.3 Aggiunta di fonti su CD-ROM o DVD per APT

Se si vogliono utilizzare soltanto CD-ROM, si disabilitino, commentandole, le righe “deb” preesistenti in /etc/apt/sources.list, ponendo davanti ad esse un simbolo 'cancelletto' (#).

Ci si accerti che vi sia in /etc/fstab una riga che abilita il mount del proprio drive CD-ROM su /cdrom (apt-cdrom richiede il mount esattamente su /cdrom). Ad esempio, se il drive del CD-ROM è chiamato /dev/hdc, /etc/fstab deve contenere una riga come la seguente:

     /dev/hdc /cdrom auto defaults,noauto,ro 0 0

Si noti che non deve essere presente nessuno spazio tra le parole defaults,noauto,ro nel quarto campo.

Per verificare il funzionamento, si inserisca un CD e si provi ad eseguire

     # mount /cdrom   # con questo comando si monterà il CD sul mount point
     # ls -alF /cdrom # con questo comando si dovrebbe visualizzare la directory di root del CD
     # umount /cdrom  # con questo comando si smonterà il CD

Quindi, si esegua:

     # apt-cdrom add

per ciascun CD-ROM di binarii di Debian che si possiede, per aggiungere i dati su ciascun CD al database di APT.


4.4 Aggiornamento dei pacchetti

Il metodo di aggiornamento raccomandato fra le release Debian GNU/Linux prevede l'utilizzo dello strumento di gestione dei pacchetti aptitude. Tale strumento rende le decisioni riguardanti le installazioni dei pacchetti più sicure che l'esecuzione diretta di apt-get.

Non ci si dimentichi di montare tutte le partizioni necessarie (in particolar modo le partizioni root e /usr) in lettura-scrittura, con un comando come:

     # mount -o remount,rw /mountpoint

Si dovrebbe poi controllare bene che le voci sulle sorgenti di APT (contenute in /etc/apt/sources.list) facciano riferimento a “sarge” o a “stable”. Da notare: le righe delle fonti per un CD-ROM faranno spesso riferimento ad “unstable”; sebbene ciò possa ingenerare confusione, non si dovrebbe modificare.

Si raccomanda vivamente di utilizzare il programma /usr/bin/script per registrare una trascrizione della sessione di aggiornamento. In tal modo, se si verificasse un problema, si disporrà di una registrazione di quanto accaduto, e, ove necessario, si potrà fornire le informazioni esatte in un eventuale rapporto su un bug. Per avviare la registrazione, si digiti:

     # script -a ~/upgrade-to-sarge.typescript

o un simile comando. Non si collochi il file della registrazione in una directory temporanea come /tmp o /var/tmp (i file in queste directory potrebbero venir cancellati durante l'aggiornamento o durante un qualunque riavvio).

Il file typescript permetterà anche di rileggere informazioni uscite scorse fuori dalla schermata. Basta passare a VT2 (con alt-F2) e, dopo aver effettuato il log-in, utilizzare il comando less ~root/upgrade-to-sarge.typescript per visionare il file.

Dopo aver completato l'aggiornamento, si può arrestare script digitando al prompt exit.


4.4.1 Aggiornamento della lista dei pacchetti

Innanzitutto dev'essere ricavata la lista dei pacchetti disponibili per la nuova release. Lo si fa eseguendo[2]

     # apt-get update

4.4.2 Aggiornamento del kernel

Su macchine Mipsel sarà innanzitutto necessario aggiornare il kernel ad una versione più recente prima di aggiornare il sistema. Questo è necessario a causa di una inconsistente definizione della comunicazione inter-processi della nuova libc e del kernel, cosicché sarà per prima cosa necessario un kernel aggiornato che fornisca la definizione corretta.

Si possono trovare istruzioni dettagliate su come installare il nuovo kernel in Aggiornamento del kernel, Appendice A.


4.4.3 Installazione di aptitude

Test di aggiornamento hanno mostrato che la versione di sarge di aptitude è migliore sia di apt-get sia della versione di woody di aptitude nella risoluzione di dipendenze complesse durante un aggiornamento. Esso dovrebbe quindi essere prima installato utilizzando

     # apt-get install aptitude

Sarà mostrata una lista delle modifiche che saranno effettuate e sarà chiesto di confermarle. Ci vorrebbe uno sguardo attento alle modifiche proposte, specialmente ai pacchetti che con l'aggiornamento debbano essere rimossi, prima della conferma.

In alcuni casi, se vi è un grosso numero di pacchetti in lista per la rimozione, si potrebbe essere nella possibilità di ridurre tale lista “pre-aggiornando” altri pacchetti selezionati insieme con aptitude. Un esempio potrebbe essere chiarificatore. Durante test di aggiornamento su sistemi con KDE installato, abbiamo visto che questo passaggio causerebbe la rimozione di un grosso numero di pacchetti di KDE e/o la rimozione di perl. Si è provato che la soluzione è utilizzare install aptitude perl invece che install aptitude.

aptitude utilizza un metodo differente per registrare i pacchetti tenuti bloccati rispetto a apt-get e dselect. Ciò significa che se si hanno pacchetti bloccati è necessario impostarne il blocco anche per aptitude prima di procedere.

Si ottenga per prima cosa la lista dei pacchetti bloccati per apt-get utilizzando

     # dpkg --get-selections | grep hold

Si imposti quindi il blocco di tali pacchetti per aptitude con

     # aptitude hold nome_pacchetto

Si può controllare quali pacchetti sono bloccati per aptitude utilizzando

     # aptitude search "~ahold" | grep "^.h"

4.4.4 Aggiornamento di doc-base

Se si ha doc-base installato, lo si deve aggiornare prima di fare lo stesso con il resto del sistema. La ragione di ciò è che tale aggiornamento potrebbe non andare a buon fine se venisse effettuato insieme ad un aggiornamento di perl. Si può scoprire se doc-base è installato utilizzando

     # dpkg -l doc-base

Se la riga di output comincia con “i”, allora è installato e lo si deve aggiornare prima di proseguire.

     
     # aptitude install doc-base

4.4.5 Aggiornamento del resto del sistema

Si è ora pronti per continuare con la parte principale dell'aggiornamento. Si esegua:

     
     # aptitude -f --with-recommends dist-upgrade

Questo comando farà eseguire un completo aggiornamento del sistema, che comprenderà p.e. l'installazione delle ultime versioni disponibili di tutti i pacchetti, e la risoluzione di tutti i possibili cambiamenti di dipendenze fra pacchetti di release differenti. Se necessario, saranno installati alcuni nuovi pacchetti (solitamente nuove versioni di librerie, o pacchetti rinominati), e sarà rimosso qualunque pacchetto obsoleto che crei conflitti (come console-tools-libs).

In caso di aggiornamento da una serie di CD-ROM, verrà chiesto di inserire uno specifico CD in parecchi punti dell'aggiornamento. Potrebbe capitare di dover inserire più volte lo stesso CD: ciò è dovuto a pacchetti intercorrelati tra loro che sono stati distribuiti tra diversi CD.

Pacchetti attualmente installati disponibili in nuove versioni alle quali non possano essere aggiornati senza cambiare lo stato di installazione di un altro pacchetto saranno lasciati alla loro attuale versione (contrassegnati come “held back”; “bloccàti indietro”, NdT). Questo fatto può essere risolto o utilizzando aptitude per designare tali pacchetti per l'installazione, o provando con aptitude -f install pacchetto.

L'opzione --fix-broken (o soltanto -f) fa sì che apt tenti di correggere un sistema con dipendenze rotte. apt non permette che su un sistema esistano dipendenze di pacchetti rotte.


4.4.6 Problematiche che potrebbero emergere durante l'aggiornamento

Se un'operazione che utilizza aptitude, apt-get o dpkg termina con l'errore

     E: Dynamic MMap ran out of room

lo spazio di default della cache è insufficiente. È possibile risolvere questo problema rimuovendo o riducendo a commenti righe inutili in /etc/apt/sources.list o aumentando la grandezza della cache. Si può aumentare la grandezza della cache dando un opportuno valore alla variabile APT::Cache-Limit in /etc/apt/apt.conf. Il seguente comando la imposterà ad un valore che dovrebbe essere sufficiente per l'aggiornamento:

     # echo 'APT::Cache-Limit "12500000";' >> /etc/apt/apt.conf

assumendo che la variabile non sia ancora stata impostata nel file.

A volte è necessario abilitare l'opzione APT::Force-LoopBreak perché APT possa rimuovere temporaneamente un pacchetto essenziale, per via di un un circolo vizioso “è in conflitto con”/“pre-dipende da”. Di norma aptitude emetterà un avviso e cesserà l'aggiornamento. Si può per l'appunto evitare ciò specificando l'opzione -o APT::Force-LoopBreak=1 nella riga di comando di aptitude.

C'è la possibilità che la struttura delle dipendenze di un sistema sia talmente corrotta da richiedere un intervento manuale. Solitamente ciò significa usare aptitude o

     # dpkg --remove nome_pacchetto

per eliminare alcuni dei pacchetti problematici, o

     # aptitude --fix-broken install
     # dpkg --configure --pending

In casi estremi si dovrebbe poter forzare la reinstallazione con un comando simile a

     # dpkg --install /path/to/nomepacchetto.deb

Non dovrebbero esserci conflitti tra file se si aggiorna da una sarge pura, ma si potrebbero avere se si hanno installati backport non ufficiali. Un conflitto tra file causerà un errore simile al seguente:

     Spacchettamento del rimpiazzo <package-foo> ...
     dpkg: errore nel processamento di <package-name-for-foo> (--unpack):
     tentativo di sovrascrivere `<some-file-name>',
     che è anche nel pacchetto <package-bar>

Si può cercare di risolvere un conflitto tra file rimuovendo forzatamente il pacchetto menzionato nell'ultima riga del messaggio di errore:

     # dpkg -r --force-depends nome_pacchetto

Dopo aver sistemato le cose, si dovrebbe poter riprendere l'aggiornamento ripetendo i comandi aptitude descritti in precedenza.

Durante l'aggiornamento verranno poste domande riguardanti la configurazione o riconfigurazione di parecchi pacchetti. Quando venga chiesto se un qualsivoglia file nelle directory /etc/init.d e /etc/terminfo o il file /etc/manpath.config debba venir rimpiazzato con quello fornito dal manutentore del pacchetto, di solito è necessario rispondere affermativamente, per garantire la coerenza del sistema. Si può sempre ritornare alle versioni precedenti, dal momento che verranno salvate con un estensione .dpkg-old.

Se non si è sicuri sul da farsi, ci si annoti il nome del pacchetto o del file e sistemare, e si sistemino le cose in un momento successivo. Le informazioni presentate sullo schermo durante l'aggiornamento possono essere riesaminate dopo esser state cercate nel file typescript.


4.5 Cose da fare prima di riavviare

Quando aptitude dist-upgrade è giunto al termine, l'aggiornamento “formale” è concluso, ma vi sono alcune altre cose di cui ci si dovrebbe preoccupare prima del riavvio successivo.

Si legga il documento /usr/share/doc/xfree86-common/README.Debian-upgrade.gz per maggiori informazioni sull'aggiornamento dei pachetti del sistema X Window. Questo riguarda gli utenti di tutte le precedenti release di Debian. In breve, bisogna leggerlo.


4.5.1 Aggiornamento del kernel

Si noti che il kernel Linux non è stato aggiornato attraverso le procedure presentate. Si potrebbe desiderare di farlo da sé, o installando uno dei pacchetti kernel-image-* o compilando un kernel personalizzato dai sorgenti.

Per aggiornare il proprio kernel si deve per prima cosa scegliere il kernel più adatto alla propria sottoarchitettura. Un elenco dei kernel disponibili per l'installazione può essere ottenuto con:

     # apt-cache search ^kernel-image

Si dovrebbe quindi utilizzare per la sua installazione aptitude install. Una volta che questo nuovo kernel sia installato , si dovrebbe effettuare un riavvio alla prima opportunità che si presenta, per trarne i benefici.

Si noti che il sistema d'installazione di woody (e delle precedenti release) non installa il kernel come pacchetto nel sistema. Questo è cambiato in sarge ed è possibile installare pacchetti virtuali per tenere traccia dei cambiamenti di kernel. Questi pacchetti sono chiamati VERSION-ARCH, con VERSION che corrisponde al numero di versione del kernel (2.4 o 2.6) e ARCH che corrisponde ad una fra le architetture supportate. Se si vuole avere a disposizione il supporto per la sicurezza per il kernel integrato nella gestione dei pacchetti si installi il pacchetto di kernel più adatto al proprio hardware dopo l'aggiornamento.

Per i più avventurosi esiste un modo semplice per compilare il proprio kernel personalizzato su Debian GNU/Linux. Si installi lo strumento kernel-package e si legga la documentazione contenuta nel file /usr/share/doc/kernel-package.


4.5.2 Aggiornamento da raidtools2 a mdadm

raidtools2 non è più mantenuto dai suoi sviluppatori upstream, ed è stato sostituito dal pacchetto mdadm. mdadm è un singolo programma che può effettuare pressoché qualunque compito di gestione di RAID senza un file di configurazione: per default non ne utilizza alcuno.

La restante parte di questa sezione dà qualche consiglio per gli utenti di raidtools2.

Come sopra menzionato, in molti casi mdadm può funzionare senza file di configurazione. Se si utilizza un kernel che configura automaticamente l'array RAID per l'utente, si può saltare questo paragrafo — si deve semplicemente installare il pacchetto mdadm ed il RAID sarà automaticamente rilevato durante il processo di avvio. I kernel standard contenuti in Debian hanno il supporto per la configurazione di array RAID all'avvio. Bisogna anche assicurarsi che le partizioni siano impostate sul tipo “Linux raid autodetect” (id fd). Il seguente comando fornirà il tipo di partizioni corrente.

     # fdisk -l device_disco

Se si ha un setup misto con alcuni array RAID che sono auto-configurati ed altri che non lo sono, si deve creare un file di configurazione.

Per migrare dal file di configurazione /etc/raidtab (raidtools2) al file /etc/mdadm/mdadm.conf (mdadm), si esegua

     # echo 'DEVICE /dev/hd*[0-9] /dev/sd*[0-9]' > /etc/mdadm/mdadm.conf
     # mdadm --examine --scan >> /etc/mdadm/mdadm.conf

Tali comandi genereranno un file di configurazione con gli array esistenti nel sistema.

Ci si dovrebbe anche accertare che gli array RAID siano eseguiti automaticamente all'avvio. Si controlli il file /etc/default/mdadm per vedere se la variabile AUTOSTART è impostata a true.


4.6 Pacchetti obsoleti

Introducendo svariate migliaia di nuovi pacchetti, sarge ritira e tralascia al tempo stesso più di duemila vecchi pacchetti che erano in woody; non fornisce più vie di aggiornamento per tali pacchetti obsoleti. Mentre nulla impedisce che si continui ove lo si desideri ad utilizzare un pacchetto obsoleto, il progetto Debian interromperà solitamente il supporto per la sicurezza per lo stesso un anno dopo il rilascio di sarge[3], e non fornirà normalmente nel frattempo altro supporto. Si raccomanda di sostituirlo con le alternative disponibili, se ve ne sono.

Vi sono molte ragioni per cui dei pacchetti potrebbero essere stati rimossi dalla distribuzione: non sono più mantenuti a monte; non c'è più uno Sviluppatore Debian interessato al mantenimento dei pacchetti; la funzionalità che forniscono è stata superata da altro software (o da una nuova versione); o non sono più considerati idonei per sarge a causa di bug in essi. Nell'ultimo caso, i pacchetti potrebbero tuttavia essere presenti nella distribuzione “unstable”.

Determinare quali pacchetti sono “obsoleti” in un sistema aggiornato è semplice, visto che le interfacce di gestione dei pacchetti li marcheranno come tali. Se si sta usando aptitude, si vedrà un elenco di tali pacchetti alla voce “Pacchetti Obsoleti e Creati Localmente”. dselect fornisce una sezione simile ma l'elenco che presenta potrebbe differire. Inoltre, se si è utilizzato aptitude per installare manualmente dei pacchetti in woody esso avrà tenuto traccia di quei pacchetti che si sono installati manualmente e potrà marcare come obsoleti quei pacchetti introdotti dalle sole dipendenze che non sono più necessari se un pacchetto è stato rimosso. In più, aptitude, diversamente da deborphan, non marcherà come obsoleti pacchetti che siano stati installati manualmente, al contrario di quelli che siano stati installati automaticamente attraverso dipendenze.

Vi sono strumenti aggiuntivi che si possono usare per trovare pacchetti obsoleti come deborphan, debfoster o cruff. deborphan è altamente raccomandato, anche se (nella modalità di default) avvertirà solamente di librerie obsolete: i pacchetti nelle sezioni “libs” o “oldlibs” che non sono utilizzati da alcun altro pacchetto. Non si rimuovano a occhi chiusi i pacchetti che tali strumenti indicano, specialmente se si stanno utilizzando opzioni aggressive non di default che tendono a produrre falsi positivi. È altamente raccomandata una revisione manuale dei pacchetti di cui è suggerita la rimozione (p.e. contenuti, grandezza e descrizione) prima della rimozione stessa.

Il Sistema di Tracciamento dei Bug (BTS) di Debian fornisce spesso informazioni aggiuntive sul perché un determinato pacchetto è stato rimosso. Si dovrebbero visionare sia i rapporti per il pacchetto stesso sia i rapporti archiviati dei bug per lo pseudo-pacchetto ftp.debian.org.


4.6.1 Pacchetti virtuali

Alcuni pacchetti di woody sono stati suddivisi in diversi pacchetti in sarge, spesso per migliorare la manutenibilità del sistema. Per facilitare in tali casi il percorso di aggiornamento, sarge fornisce spesso pacchetti “virtuali”: pacchetti vuoti che hanno il medesimo nome del pacchetto in woody con dipendenze che causano l'installazione dei nuovi pacchetti. Tali pacchetti “virtuali” sono considerati pacchetti obsoleti dopo l'aggiornamento e possono essere rimossi in tutta sicurezza.

Le descrizioni della maggior parte dei pacchetti virtuali (ma non di tutti) indicano il loro scopo. Le descrizioni dei pacchetti per i pacchetti virtuali non sono comunque uniformi, sicché si potrebbe anche trovare utile deborphan con l'opzione --guess per individuarli nel proprio sistema. Si noti che alcuni pacchetti virtuali non sono concepiti per la rimozione dopo un aggiornamento ma sono, invece, utilizzati per tenere traccia della versione attualmente disponibile di un programma nel tempo.


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Note di Release per Debian GNU/Linux 3.1 ("sarge"), Mipsel

$Id: release-notes.it.sgml,v 1.19 2005/07/05 19:14:46 jseidel Exp $

Josip Rodin, Bob Hilliard, Adam Di Carlo, Anne Bezemer, Rob Bradford (attuale), Frans Pop (attuale)
debian-doc@lists.debian.org
Luca Brivio (traduzione italiana) lucab83@infinito.it