Capitolo 4. Aggiornamenti da Debian 6.0 (squeeze)

Indice

4.1. Preparazione all'aggiornamento
4.1.1. Salvare i dati e le informazioni di configurazione
4.1.2. Informare gli utenti in anticipo
4.1.3. Preparazione all'indisponibilità dei servizi
4.1.4. Preparazione per il ripristino
4.1.5. Preparazione di un ambiente sicuro per l'aggiornamento
4.2. Verifica dello stato del sistema
4.2.1. Rivedere le azioni in sospeso nel gestore di pacchetti
4.2.2. Disattivare il pinning di APT
4.2.3. Verifica dello stato dei pacchetti
4.2.4. La sezione «proposed-updates» (aggiornamenti proposti)
4.2.5. Fonti non ufficiali e backport
4.3. Preparazione delle fonti per APT
4.3.1. Aggiunta di fonti internet per APT
4.3.2. Aggiunta di fonti per APT da mirror locale
4.3.3. Aggiunta di fonti per APT da supporti ottici
4.4. Aggiornare i pacchetti
4.4.1. Registrazione della sessione
4.4.2. Aggiornamento della lista dei pacchetti
4.4.3. Accertarsi di avere spazio disponibile a sufficienza per l'aggiornamento
4.4.4. Aggiornamento minimo del sistema
4.4.5. Aggiornamento del sistema
4.5. Possibili problemi durante l'aggiornamento
4.5.1. Dist-upgrade fallisce con l'errore «Impossibile eseguire immediatamente la configurazione»
4.5.2. Rimozioni attese
4.5.3. Conflitti e pre-dipendenze cicliche
4.5.4. Conflitti tra file
4.5.5. Modifiche alla configurazione
4.5.6. Cambiare la sessione sulla console
4.5.7. Pacchetti che richiedono un'attenzione particolare
4.6. Aggiornare il kernel e i pacchetti collegati
4.6.1. Installazione del metapacchetto del kernel
4.6.2. Problemi al momento dell'avvio (attesa per il device root)
4.7. Preparazione per il prossimo rilascio
4.8. Pacchetti obsoleti
4.8.1. Pacchetti fittizi

4.1. Preparazione all'aggiornamento

Prima di procedere all'aggiornamento si consiglia di leggere anche le informazioni contenute in Capitolo 5, Problemi di cui essere al corrente per wheezy, dove vengono trattati i potenziali problemi non direttamente collegati al processo di aggiornamento, ma che potrebbe essere comunque importante conoscere prima di iniziare.

4.1.1. Salvare i dati e le informazioni di configurazione

Prima di aggiornare il proprio sistema si raccomanda di effettuare un salvataggio completo o quantomeno una copia di sicurezza di tutti quei dati e quelle informazioni di configurazione che non ci si può permettere di perdere. Gli strumenti e i processi di aggiornamento sono abbastanza affidabili, ma un problema dell'hardware durante l'aggiornamento potrebbe generare un sistema fortemente danneggiato.

Le cose principali che si potrebbe considerare di salvare sono i contenuti di /etc, /var/lib/dpkg, /var/lib/apt/extended_states e l'output di dpkg --get-selections "*" (le virgolette sono importanti). Se si usa aptitude per gestire i pacchetti, si dovrebbe salvare anche /var/lib/aptitude/pkgstates.

Il processo di aggiornamento in quanto tale non modifica nulla nelle directory /home, tuttavia alcune applicazioni (come ad esempio alcune parti della suite Mozilla e gli ambienti desktop GNOME e KDE) sovrascrivono le impostazioni dell'utente preesistenti con i nuovi valori predefiniti quando un utente avvia per la prima volta la nuova versione dell'applicazione. Per precauzione si potrebbe quindi voler fare una copia di sicurezza dei file e delle directory nascosti («dotfile», cioè file i cui nomi iniziano con un punto) che si trovano nelle directory «home» degli utenti. Tale copia potrebbe aiutare a ripristinare o a ricreare le vecchie impostazioni. Potrebbe anche essere il caso di informare gli utenti su questo argomento.

Tutte le installazioni di pacchetti devono essere eseguite con i privilegi di superutente, per cui è necessario effettuare il login come utente root, oppure usare su o sudo, per ottenere i diritti d'accesso necessari.

L'aggiornamento ha alcune condizioni preliminari; prima di eseguirlo si dovrebbe verificarle.

4.1.2. Informare gli utenti in anticipo

È saggio informare in anticipo tutti gli utenti di qualunque aggiornamento si stia pianificando, anche se gli utenti che accedono al sistema tramite una connessione ssh non dovrebbero notare granché durante l'aggiornamento e dovrebbero poter continuare a lavorare.

Se si desidera prendere delle precauzioni supplementari, si esegua un salvataggio delle partizioni degli utenti (/home) o le si smonti prima di aggiornare il sistema.

Con l'aggiornamento a wheezy si dovrà anche fare un aggiornamento del kernel, per cui sarà necessario riavviare il sistema. Tipicamente ciò verrà fatto dopo che l'aggiornamento è terminato.

4.1.3. Preparazione all'indisponibilità dei servizi

Tra i pacchetti interessati all'aggiornamento ce ne potrebbero essere alcuni a cui sono associati dei servizi. In questo caso, tali servizi saranno fermati mentre è in corso la sostituzione o la configurazione dei pacchetti. In questo periodo di tempo i servizi non saranno disponibili.

La durata del disservizio varia a seconda del numero di pacchetti da aggiornare sul sistema e comprende anche il tempo che occorre all'amministratore di sistema per rispondere alle domande sulla configurazione poste dall'aggiornamento dei pacchetti. Notare che se l'aggiornamento non è presidiato e il sistema richiede una risposta per andare avanti è probabile che i servizi rimangano non disponibili[1] per un periodo di tempo considerevole.

Se il sistema in fase di aggiornamento fornisce servizi critici per gli utenti o la rete[2], è possibile ridurre il tempo di disservizio facendo un aggiornamento minimo, come descritto in Sezione 4.4.4, «Aggiornamento minimo del sistema», seguito da un aggiornamento del kernel, un riavvio e poi l'aggiornamento dei pacchetti associati ai servizi critici. Fare l'aggiornamento di questi pacchetti prima di fare l'aggiornamento completo descritto in Sezione 4.4.5, «Aggiornamento del sistema». Questo metodo assicura che i servizi critici restino in funzione mentre è in corso l'aggiornamento completo del sistema e che il periodo di disservizio sia breve.

4.1.4. Preparazione per il ripristino

Sebbene Debian cerchi di garantire che il sistema rimanga sempre in uno stato avviabile, c'è sempre la possibilità che si abbiano problemi a riavviare il sistema dopo l'aggiornamento. I potenziali problemi che sono noti sono documentati in questo e nei prossimi capitoli delle presenti note di rilascio.

Pertanto è sensato assicurarsi di essere in grado di ripristinare il proprio sistema se questo non riesce a riavviarsi o a tirare su la rete, se è gestito da remoto.

Se si sta aggiornando da remoto tramite una connessione ssh è fortemente raccomandato prendere tutte le precauzioni necessarie per essere in grado di accedere al server tramite un terminale seriale remoto. È possibile che, dopo l'aggiornamento del kernel e il riavvio del sistema, si debba sistemare la configurazione del sistema tramite una console locale. Analogamente, se il sistema viene accidentalmente riavviato nel mezzo di un aggiornamento è possibile che lo si debba ripristinare usando una console locale.

La cosa più ovvia da fare per prima è riavviare il sistema con il vecchio kernel. Tuttavia, non è sicuro che questo funzioni.

Se questa operazione non riesce, sarà necessario trovare un modo alternativo per avviare il proprio sistema in modo da potervi accedere per ripararlo. Una possibilità è l'utilizzo di un'immagine di ripristino speciale o di un CD live di Linux. Dopo aver avviato in tal modo, si dovrebbe essere in grado di montare il proprio file system radice ed entrarvi con chroot per trovare e correggere il problema.

Un'altra possibilità che si raccomanda di usare è la modalità di ripristino dell'installatore di Debian wheezy. Il vantaggio di questa opzione consiste nel fatto che è possibile scegliere, fra i suoi numerosi metodi di installazione, per trovare quello che meglio corrisponde alla propria situazione. Per maggiori informazioni si consulti la sezione «Recupero di un sistema danneggiato» nel capitolo 8 della Guida all'installazione e le FAQ dell'installatore di Debian.

4.1.4.1. Shell di debug durante l'avvio con initrd

Il pacchetto initramfs-tools include una shell di debug[3] negli initrd che genera. Per esempio, se initrd non è in grado di montare il file system radice si verrà rimandati in questa shell di debug, la quale mette a disposizione i comandi di base per trovare il problema e, se possibile, risolverlo.

Le cose di base da controllare sono: la presenza dei file device corretti in /dev, quali moduli vengono caricati (cat /proc/modules) e l'output di dmesg per gli errori durante il caricamento dei driver. L'output di dmesg mostra inoltre quali file device sono stati assegnati a quali dischi; questi risultati andranno confrontati con l'output di echo $ROOT, per assicurarsi che il file system radice sia sul device atteso.

Se si è riusciti a risolvere il problema, digitando exit si uscirà dalla shell di debug e si continuerà il processo di avvio a partire dal punto in cui il problema si è verificato. Naturalmente sarà anche necessario risolvere il problema sottostante e rigenerare initrd in modo che il prossimo avvio non fallisca nuovamente.

4.1.5. Preparazione di un ambiente sicuro per l'aggiornamento

L'aggiornamento della distribuzione dovrebbe essere eseguito o da locale, da una console virtuale in modalità testo (o da un terminale seriale collegato direttamente), o da remoto, tramite una connessione ssh.

[Importante]Importante

I servizi VPN (quali tinc) potrebbero non essere disponibili durante l'aggiornamento. Consultare Sezione 4.1.3, «Preparazione all'indisponibilità dei servizi».

Per ottenere un margine supplementare di sicurezza durante l'aggiornamento da remoto si suggerisce di eseguire i processi di aggiornamento nella console virtuale fornita dal programma screen, che consente la riconnessione sicura e garantisce che il processo di aggiornamento non venga interrotto nemmeno nel caso in cui il processo di connessione remota si interrompa.

[Importante]Importante

Non si dovrebbe eseguire l'aggiornamento usando telnet, rlogin, rsh, o da una sessione X gestita da xdm, gdm o kdm e simili sul sistema che si sta aggiornando, poiché ciascuno di questi servizi potrebbe essere terminato durante l'aggiornamento, generando quindi un sistema inaccessibile e aggiornato solo a metà. L'uso dell'applicazione GNOME update-manager per l'aggiornamento alla nuova versione è fortemente sconsigliato poiché tale programma fa affidamento sul fatto che la sessione desktop rimanga attiva.

4.2. Verifica dello stato del sistema

Il processo di aggiornamento descritto nel presente capitolo è stato concepito per aggiornamenti da sistemi squeeze «puri», ossia senza pacchetti di terze parti. Per ottenere un processo di aggiornamento il più affidabile possibile si potrebbero voler rimuovere i pacchetti di terze parti dal proprio sistema prima di iniziare l'aggiornamento.

L'aggiornamento diretto dalle versioni di Debian precedenti a 6.0 (squeeze) non è supportato. Seguire le istruzioni nelle Note di rilascio per Debian 6.0 per aggiornare prima a 6.0.

Questa procedura presume altresì che il proprio sistema sia stato aggiornato fino all'ultimo aggiornamento disponibile per squeeze: se non è così o non si è sicuri, si seguano le istruzioni contenute in Sezione A.1, «Aggiornare il proprio sistema squeeze».

4.2.1. Rivedere le azioni in sospeso nel gestore di pacchetti

In certi casi l'uso di apt-get per l'installazione di pacchetti in sostituzione di aptitude potrebbe far sì che aptitude consideri un pacchetto come «inutilizzato» e ne programmi la rimozione. In generale, ci si dovrebbe accertare che il proprio sistema sia completamente aggiornato e «pulito» prima di procedere all'aggiornamento.

Pertanto bisognerebbe controllare se vi sono operazioni in sospeso nel gestore di pacchetti aptitude: se è programmato l'aggiornamento o la rimozione di un pacchetto, questo potrebbe influire negativamente sul processo di aggiornamento. Si noti che la correzione di questa situazione è possibile solo se il proprio sources.list punta tuttora a squeeze e non a stable o a wheezy. A tale proposito si consulti Sezione A.2, «Controllare la propria lista delle fonti».

A tal fine è necessario eseguire l'«interfaccia grafica» di aptitude e premere g («Scarica/Installa/Rimuovi»). Se viene mostrata una qualsiasi azione, si dovrebbe controllarla e o risolverla o eseguirla. Se non viene proposta alcuna azione sarà mostrato il messaggio «Non ci sono pacchetti da installare, rimuovere o aggiornare».

4.2.2. Disattivare il pinning di APT

Se si è configurato APT in modo da installare taluni pacchetti da una distribuzione diversa da stable (ad esempio da testing), si potrebbe dover modificare la configurazione del pinning del proprio APT (memorizzata in /etc/apt/preferences e /etc/apt/preferences.d/) in modo da consentire l'aggiornamento dei pacchetti alle versioni nel nuovo rilascio stable. Maggiori informazioni sul pinning di APT sono disponibili in apt_preferences(5).

4.2.3. Verifica dello stato dei pacchetti

Si raccomanda di controllare dapprima lo stato di tutti i pacchetti e di verificare che tutti siano in uno stato aggiornabile, indipendentemente dal metodo usato per l'aggiornamento. Il comando seguente mostrerà tutti i pacchetti con uno stato «Half-Installed» o «Failed-Config» e quelli con un qualsiasi stato di errore.

# dpkg --audit

È anche possibile controllare lo stato di tutti i pacchetti sul proprio sistema usando aptitude o con comandi come ad esempio

# dpkg -l | pager

o

# dpkg --get-selections "*" > ~/curr-pkgs.txt

È auspicabile la rimozione di qualsiasi blocco prima dell'aggiornamento. Se qualsiasi pacchetto essenziale per l'aggiornamento è bloccato («on hold») l'aggiornamento fallirà.

Si noti che aptitude usa un metodo differente per registrare i pacchetti bloccati rispetto ad apt-get e dselect. È possibile identificare i pacchetti bloccati per aptitude eseguendo

# aptitude search "~ahold" 

Se si desidera controllare quali pacchetti erano bloccati per apt-get, si dovrebbe eseguire

# dpkg --get-selections | grep 'hold$'

Se un pacchetto è stato modificato e ricompilato localmente, e non lo si è rinominato né vi si è aggiunto un numero di epoca nella versione, è necessario bloccarlo per impedire che venga aggiornato.

Lo stato «bloccato» di un pacchetto per apt-get può essere modificato eseguendo il comando:

# echo nome_pacchetto hold | dpkg --set-selections

Si sostituisca hold con install per rimuovere lo stato «bloccato» del pacchetto.

Se c'è bisogno di sistemare qualcosa è meglio controllare che il proprio sources.list punti sempre a squeeze come illustrato in Sezione A.2, «Controllare la propria lista delle fonti».

4.2.4. La sezione «proposed-updates» (aggiornamenti proposti)

Se la sezione proposed-updates è elencata nel proprio /etc/apt/sources.list, la si dovrebbe rimuovere da quel file prima di tentare l'aggiornamento del sistema. Questa precauzione serve per ridurre il rischio di conflitti.

4.2.5. Fonti non ufficiali e backport

Se si ha un qualsiasi pacchetto non-Debian nel proprio sistema, si presti attenzione al fatto che questi possono essere rimossi durante l'aggiornamento a causa di conflitti di dipendenze. Se questi pacchetti sono stati installati aggiungendo un archivio di pacchetti supplementare nel proprio /etch/apt/sources.list, si dovrebbe controllare che tale archivio offra anche pacchetti compilati per wheezy e modificare di conseguenza la riga della fonte contemporaneamente alle righe delle fonti per i pacchetti Debian.

Taluni utenti potrebbero aver installato nel proprio sistema versioni non ufficiali «più recenti» da backport rispetto ai pacchetti che sono in Debian squeeze. Tali pacchetti sono i candidati più probabili a causare problemi durante un aggiornamento, in quanto potrebbero generare conflitti fra file[4]. Sezione 4.5, «Possibili problemi durante l'aggiornamento» contiene alcune informazioni su come gestire i conflitti tra file nel caso si verifichino.

4.3. Preparazione delle fonti per APT

Prima di iniziare l'aggiornamento è necessario predisporre per le liste dei pacchetti il file di configurazione di apt, /etc/apt/sources.list.

apt prenderà in considerazione tutti i pacchetti che possono essere trovati tramite le righe «deb» e installerà il pacchetto con il numero di versione più alto, dando la priorità alle righe menzionate per prime (in questo modo, nel caso in cui siano presenti varie fonti equivalenti, tipicamente si dovrebbe menzionare per primo un disco fisso locale, poi il CD-ROM e infine il mirror HTTP/FTP).

Si fa spesso riferimento a un rilascio sia tramite il suo nome in codice (ad esempio squeeze, wheezy), sia tramite la denominazione del suo stato (cioè oldstable, stable, testing, unstable). Fare riferimento ad un rilascio attraverso il suo nome in codice presenta il vantaggio che non si sarà mai sorpresi da un nuovo rilascio, pertanto è il metodo qui adottato. Questo naturalmente significa che si dovrà prestare attenzione agli annunci di rilascio. Se invece si utilizza la denominazione dello stato, si vedrà una grande quantità di aggiornamenti disponibili per i propri pacchetti non appena avviene un rilascio.

4.3.1. Aggiunta di fonti internet per APT

La configurazione predefinita prevede l'installazione dai principali server internet di Debian, ma si potrebbe voler modificare il proprio /etc/apt/sources.list in modo che usi i mirror, preferibilmente uno più vicino dal punto di vista della rete.

Gli indirizzi dei mirror HTTP o FTP di Debian sono reperibili in http://www.debian.org/distrib/ftplist (si guardi la sezione «Elenco dei mirror Debian». Generalmente i mirror HTTP sono più veloci di quelli FTP.

Per esempio, si supponga che il proprio mirror Debian più vicino sia http://mirrors.kernel.org. Ispezionandolo con un browser web o un client FTP si noterà che le directory principali sono organizzate nel modo seguente:

http://mirrors.kernel.org/debian/dists/wheezy/main/binary-mips/...
http://mirrors.kernel.org/debian/dists/wheezy/contrib/binary-mips/...

Per poter utilizzare questo mirror con apt, si aggiungerà al proprio file sources.list la seguente riga:

deb http://mirrors.kernel.org/debian wheezy main contrib

Si noti che «dists» è aggiunto implicitamente e che gli argomenti che seguono il nome del rilascio sono utilizzati per espandere il percorso su directory multiple.

Dopo aver aggiunto le nuove fonti, si disabilitino le righe «deb» preesistenti in sources.list, ponendovi davanti un simbolo cancelletto (#).

4.3.2. Aggiunta di fonti per APT da mirror locale

Anziché usare mirror HTTP o FTP dei pacchetti, si potrebbe voler modificare /etc/apt/sources.list in modo che usi un mirror su un disco locale (eventualmente montato su NFS).

Per esempio, il proprio mirror dei pacchetti potrebbe essere in /var/ftp/debian/ e avere le directory principali come segue:

/var/ftp/debian/dists/wheezy/main/binary-mips/...
/var/ftp/debian/dists/wheezy/contrib/binary-mips/...

Per poter utilizzare questo mirror con apt, si aggiunga questa riga al proprio sources.list:

deb file:/var/ftp/debian wheezy main contrib

Si noti che «dists» è aggiunto implicitamente e che gli argomenti che seguono il nome del rilascio sono utilizzati per espandere il percorso su directory multiple.

Dopo aver aggiunto le nuove fonti, si disabilitino le righe «deb» preesistenti in sources.list, ponendovi davanti un simbolo cancelletto (#).

4.3.3. Aggiunta di fonti per APT da supporti ottici

Se si vogliono utilizzare soltanto CD (o DVD o dischi Blu-ray) si disabilitino, commentandole, le righe «deb» preesistenti in /etc/apt/sources.list, ponendovi davanti un simbolo cancelletto (#).

Ci si accerti che in /etc/fstab ci sia una riga che abilita l'accesso al proprio drive CD-ROM su /cdrom (apt-cdrom richiede che il file system sia montato esattamente su /cdrom). Ad esempio, se il drive del CD-ROM è chiamato /dev/scd0, /etc/fstab dovrebbe contenere una riga come la seguente:

/dev/scd0 /cdrom auto noauto,ro 0 0

Si noti che non ci devono essere spazi fra le parole noauto,ro nel quarto campo.

Per verificare il funzionamento, inserire un CD e provare a eseguire

# mount /cdrom    # questo monterà il CD nel punto di montaggio
# ls -alF /cdrom  # dovrebbe mostrare il contenuto della radice del CD
# umount /cdrom   # questo smonterà il CD

Poi, si esegua:

# apt-cdrom add

per ciascun CD-ROM di binari di Debian che si possiede, al fine di aggiungere i dati di ciascun CD al database di APT.

4.4. Aggiornare i pacchetti

Il metodo raccomandato per l'aggiornamento dalle versioni precedenti di Debian prevede l'utilizzo del gestore dei pacchetti apt-get. Nelle versioni precedenti era consigliato aptitude per questo scopo, ma le versioni più recenti di apt-get forniscono delle funzionalità equivalenti e si sono mostrate anche più affidabili negli aggiornamenti.

Non ci si dimentichi di montare tutte le partizioni necessarie (in particolare le partizioni radice e /usr) in modalità di lettura e scrittura, con un comando del tipo:

# mount -o remount,rw /puntodimount

Si dovrebbe poi controllare molto attentamente che le voci sulle fonti di APT (contenute in /etc/apt/sources.list) facciano riferimento a «wheezy» o a «stable». Non ci dovrebbero essere voci di fonti che puntano a squeeze.

[Nota]Nota

Qualche volta le righe delle fonti per un CD-ROM potrebbero fare riferimento a «unstable»; sebbene ciò possa generare confusione non le si dovrebbe modificare.

4.4.1. Registrazione della sessione

È fortemente raccomandato l'utilizzo del programma /usr/bin/script per registrare una trascrizione della sessione di aggiornamento. In tal modo, se si verificasse un problema si disporrà di una registrazione di quanto accaduto e, se necessario, si potranno fornire le informazioni esatte in un'eventuale segnalazione di errori. Per avviare la registrazione, si digiti:

# script -t 2>~/upgrade-wheezyfase.time -a ~/upgrade-wheezyfase.script

o un comando simile. Se fosse necessario fare la trascrizione di un'altra sessione (perché, per esempio, è necessario riavviare il sistema), usare valori diversi per fase in modo da indicare anche la fase dell'aggiornamento che si sta registrando. Non si collochi il file della registrazione in una directory temporanea come /tmp o /var/tmp, in quanto i file in queste directory potrebbero venir cancellati durante l'aggiornamento o durante un qualunque riavvio.

Il file generato permetterà anche di rileggere le informazioni scorse fuori dalla schermata. Se si usa la console di sistema, basterà passare a VT2 (con Alt+F2) e, dopo aver effettuato l'accesso, utilizzare il comando less -R ~root/upgrade-wheezy.script per visualizzare il file.

Dopo aver completato l'aggiornamento si può arrestare script, digitando exit al prompt.

Se si è utilizzato il parametro -t per script, si può utilizzare il programma scriptreplay per replicare l'intera sessione:

# scriptreplay ~/upgrade-wheezy.time ~/upgrade-wheezy.script

4.4.2. Aggiornamento della lista dei pacchetti

Anzitutto deve essere recuperata la lista dei pacchetti disponibili per la nuova versione. Lo si fa eseguendo:

# apt-get update

4.4.3. Accertarsi di avere spazio disponibile a sufficienza per l'aggiornamento

Prima di aggiornare il proprio sistema ci si deve accertare di avere uno spazio disponibile sufficiente sul proprio disco fisso al momento di far partire l'aggiornamento completo del sistema, come descritto in Sezione 4.4.5, «Aggiornamento del sistema». Per prima cosa, poiché ogni pacchetto necessario per l'installazione prelevato dalla rete è immagazzinato in /var/cache/apt/archives (e nella sottodirectory partial/, durante lo scaricamento), ci si dovrebbe assicurare di avere spazio a sufficienza nella partizione del file system che contiene /var per il temporaneo scaricamento dei pacchetti che saranno installati nel sistema. Dopo lo scaricamento sarà probabilmente necessario avere ulteriore spazio disponibile in altre partizioni del file system per poter installare sia i pacchetti aggiornati (che potrebbero contenere file binari più grossi o più dati), sia i nuovi pacchetti che saranno introdotti con l'aggiornamento. Se il sistema non ha spazio libero a sufficienza, si potrebbe finire con un aggiornamento incompleto dal quale è difficile effettuare un ripristino.

apt-get può mostrare informazioni dettagliate sullo spazio su disco necessario per l'installazione. È possibile visualizzare questa stima prima di eseguire effettivamente l'aggiornamento, eseguendo:

# apt-get -o APT::Get::Trivial-Only=true dist-upgrade
[ ... ]
XXX aggiornati, XXX installati, XXX da rimuovere e XXX non aggiornati.
È necessario scaricare xx.xMB di archivi.
Dopo quest'operazione, verranno occupati AAAMB di spazio su disco.
[Nota]Nota

L'esecuzione di questo comando all'inizio del processo di aggiornamento potrebbe restituire un errore, per le ragioni descritte nelle sezioni seguenti. In tal caso sarà necessario attendere finché non sarà stato eseguito l'aggiornamento minimo del sistema come descritto in Sezione 4.4.4, «Aggiornamento minimo del sistema» prima di eseguire il comando per avere una stima dello spazio necessario su disco.

Se lo spazio disponibile è insufficiente per l'aggiornamento, apt-get avverte con un messaggio come questo:

E: Spazio libero in /var/cache/apt/archives/ insufficiente.

In questo caso, accertarsi di liberare prima uno spazio sufficiente. È possibile:

  • Rimuovere i pacchetti che sono stati precedentemente scaricati per l'installazione (in /var/cache/apt/archives). Pulire la cache dei pacchetti eseguendo apt-get clean rimuoverà tutti i file dei pacchetti scaricati in precedenza.

  • Rimuovere i pacchetti dimenticati. Se si è usato aptitude o apt-get per installare manualmente dei pacchetti in squeeze, questi avranno tenuto traccia dei pacchetti installati manualmente e saranno capaci di marcare come obsoleti quei pacchetti installati solo per soddisfare delle dipendenze e che non sono più necessari se un pacchetto viene rimosso. Non marcheranno per la rimozione i pacchetti che sono stati installati manualmente dall'utente. Per rimuovere i pacchetti installati automaticamente che non sono più usati, eseguire:

    # apt-get autoremove
    

    Si può anche utilizzare deborphan, debfoster o cruft per trovare i pacchetti ridondanti. Non si rimuovano alla cieca i pacchetti presentati dagli strumenti, soprattutto se si usano opzioni aggressive non predefinite che possono produrre dei falsi positivi. È altamente raccomandato controllare manualmente i pacchetti suggeriti per la rimozione (ossia il loro contenuto, la loro dimensione e la descrizione) prima di rimuoverli.

  • Rimuovere i pacchetti che occupano molto spazio sul disco e non sono al momento necessari (possono sempre essere reinstallati dopo l'aggiornamento). Se si ha popularity-contest installato, si può usare popcon-largest-unused per elencare i pacchetti che non si usano e che occupano più spazio. Si possono trovare i pacchetti che occupano più spazio con dpigs (disponibile nel pacchetto debian-goodies) oppure con wajig (eseguendo wajig size). Possono anche essere trovati con aptitude. Si avvii aptitude in «modalità grafica», si selezioni VisteNuovo elenco unito dei pacchetti, si prema l e si inserisca ~i, si prema S e si inserisca ~installsize, a quel punto si dovrebbe ottenere un bell'elenco con cui lavorare.

  • Eliminare i file di traduzioni e localizzazioni dal sistema se non sono necessari. È possibile installare il pacchetto localepurge e configurarlo in modo che solo poche localizzazioni selezionate vengano mantenute sul sistema. Questo ridurrà lo spazio su disco occupato da /usr/share/locale.

  • Spostare temporaneamente su un altro sistema o rimuovere in modo permanente i log di sistema che si trovano in /var/log.

  • Usare un /var/cache/apt/archives temporaneo: è possibile usare una directory di cache temporanea da un altro file system (periferiche di memorizzazione USB, dischi fissi temporanei, file system già in uso, ecc.).

    [Nota]Nota

    Non si usi una partizione montata via NFS, in quanto la connessione di rete potrebbe essere interrotta durante l'aggiornamento.

    Per esempio, se si possiede un disco o una penna USB montato in /media/usbkey:

    1. si rimuovano i pacchetti precedentemente scaricati per l'installazione:

      # apt-get clean

    2. si copi la directory /var/cache/apt/archives nella periferica USB:

      # cp -ax /var/cache/apt/archives /media/usbkey/

    3. si monti la directory della cache temporanea su quella attuale:

      # mount --bind /media/usbkey/archives /var/cache/apt/archives

    4. dopo l'aggiornamento, si ripristini la directory /var/cache/apt/archives originale:

      # umount /media/usbkey/archives

    5. si rimuova il restante /media/usbkey/archives.

    È possibile creare la cache temporanea su qualsiasi file system montato sul proprio sistema.

  • Effettuare un aggiornamento minimo del sistema (vedere Sezione 4.4.4, «Aggiornamento minimo del sistema») oppure degli aggiornamenti parziali seguiti da un aggiornamento completo. Questo permette l'aggiornamento parziale del sistema e permette di pulire la cache dei pacchetti prima dell'aggiornamento completo.

Si noti che per rimuovere pacchetti in modo sicuro è preferibile tornare a far puntare il proprio sources.list a squeeze, come descritto in Sezione A.2, «Controllare la propria lista delle fonti».

4.4.4. Aggiornamento minimo del sistema

In alcuni casi, eseguire direttamente un aggiornamento completo (come descritto più avanti) potrebbe rimuovere un gran numero di pacchetti che si potrebbe voler mantenere. È quindi raccomandato un processo di aggiornamento in due parti: prima un aggiornamento minimo che risolva questi conflitti, poi un aggiornamento completo come descritto in Sezione 4.4.5, «Aggiornamento del sistema».

Per farlo eseguire:

# apt-get upgrade

Questo consentirà l'aggiornamento di quei pacchetti che possono essere aggiornati senza richiedere l'installazione o la rimozione di altri pacchetti.

L'aggiornamento minimo può essere utile anche quando non è possibile effettuare un aggiornamento completo perché sul sistema c'è poco spazio libero.

Se è installato il pacchetto apt-listchanges, esso mostrerà (con la sua configurazione predefinita) all'interno di un paginatore informazioni importanti sui pacchetti aggiornati. Premere q dopo averle lette, per uscire dal paginatore e continuare l'aggiornamento.

4.4.5. Aggiornamento del sistema

Una volta completati i passaggi descritti in precedenza, si è pronti per continuare con la parte principale dell'aggiornamento. Si esegua:

# apt-get dist-upgrade
[Nota]Nota

In alcune versioni precedenti era raccomandato l'uso di aptitude per l'aggiornamento. Questo programma non è raccomandato per l'aggiornamento da squeeze a wheezy.

Questo comando eseguirà un aggiornamento completo del sistema, installando le versioni più recenti disponibili di tutti i pacchetti e risolvendo i possibili cambiamenti di dipendenze fra i pacchetti dei diversi rilasci. Se necessario, esso installerà taluni nuovi pacchetti (normalmente nuove versioni di librerie o pacchetti rinominati) e rimuoverà i pacchetti resi obsoleti in conflitto.

In caso di aggiornamento da una serie di CD-ROM (o DVD), verrà chiesto di inserire uno specifico CD in parecchi momenti dell'aggiornamento. Potrebbe capitare di dover inserire più volte lo stesso CD: ciò è dovuto a pacchetti correlati tra loro che sono stati distribuiti su diversi CD.

Nuove versioni di pacchetti attualmente installati che non possono essere aggiornati senza modificare lo stato d'installazione di un altro pacchetto saranno lasciate alla loro attuale versione (contrassegnati come «held back»;, «bloccati»). Questo fatto può essere risolto o utilizzando aptitude, per designare tali pacchetti per l'installazione, o provando con apt-get -f install pacchetto.

4.5. Possibili problemi durante l'aggiornamento

Nelle prossime sezioni sono descritti i problemi noti che potrebbero verificarsi durante l'aggiornamento a wheezy.

4.5.1. Dist-upgrade fallisce con l'errore «Impossibile eseguire immediatamente la configurazione»

In alcuni casi il passo apt-get dist-upgrade può fallire dopo aver scaricato i pacchetti, con l'errore:

E: Impossibile eseguire immediatamente la configurazione su "pacchetto". Per i dettagli vedere APT::Immediate-Configure in man 5 apt.conf.

Se ciò si verifica, l'esecuzione invece di apt-get dist-upgrade -o APT::Immediate-Configure=0 dovrebbe permettere all'aggiornamento di continuare.

In alternativa, aggiungere entrambe le fonti squeeze e wheezy al proprio sources.list ed eseguire apt-get update può aiutare ad aggirare questo problema.

4.5.2. Rimozioni attese

Il processo d'aggiornamento a wheezy potrebbe richiedere la rimozione di pacchetti dal sistema. L'elenco preciso dei pacchetti varia in base ai pacchetti installati. Queste note di rilascio forniscono un suggerimento generico riguardo le rimozioni di pacchetti, ma, nel dubbio, prima di proseguire si raccomanda di esaminare le rimozioni dei pacchetti che vengono proposte.

4.5.3. Conflitti e pre-dipendenze cicliche

Talvolta è necessario abilitare l'opzione APT::Force-LoopBreak affinché APT possa rimuovere temporaneamente un pacchetto essenziale, a causa di un circolo «è in conflitto con»/«pre-dipende da». Di norma apt-get emetterà un avviso e cesserà l'aggiornamento. Si può evitare questa situazione specificando l'opzione -o APT::Force-LoopBreak=1 nella riga di comando di apt-get.

È possibile che la struttura di dipendenze di un sistema sia talmente compromessa da richiedere un intervento manuale; ciò normalmente significa l'uso di apt-get o di

# dpkg --remove nome_pacchetto

per eliminare alcuni dei pacchetti che generano il problema, o

# apt-get -f install
# dpkg --configure --pending

In casi estremi potrebbe essere necessario forzare la re-installazione con un comando del tipo di

# dpkg --install /percorso/di/nome_pacchetto.deb

4.5.4. Conflitti tra file

Non si dovrebbero verificare conflitti tra file se si aggiorna da un sistema squeeze «puro», ma potrebbero verificarsi se sono stati installati backport non ufficiali. Un conflitto tra file causerà un errore simile al seguente:

Spacchetto <pacchetto-tizio> (da <file-del-pacchetto-tizio>) ...
dpkg: errore processando <pacchetto-tizio> (--install):
 tentata sovrascrittura di `<nome-di-qualche-file>',
 che si trova anche nel pacchetto <pacchetto-caio>
dpkg-deb: il sottoprocesso paste è stato terminato da un segnale (Pipe rotta)
 Sono occorsi degli errori processando:
 <pacchetto-tizio>

Si può tentare di risolvere un conflitto fra file rimuovendo forzatamente il pacchetto menzionato nell'ultima riga del messaggio d'errore:

# dpkg -r --force-depends nome_pacchetto

Dopo aver risolto questo problema, si dovrebbe poter riprendere l'aggiornamento ripetendo i comandi apt-get descritti in precedenza.

4.5.5. Modifiche alla configurazione

Durante l'aggiornamento verranno poste domande riguardanti la configurazione o la riconfigurazione di parecchi pacchetti. Quando viene chiesto se un qualsiasi file nella directory /etc/init.d o il file /etc/manpath.config deve essere sostituito con quello fornito dal manutentore del pacchetto, di solito è necessario rispondere affermativamente, per garantire la coerenza del sistema. Si può sempre ritornare alle versioni precedenti, dal momento che queste verranno salvate con l'estensione .dpkg-old.

Se non si è sicuri sul da farsi, ci si annoti il nome del pacchetto o del file e si sistemino le cose in un momento successivo. Le informazioni presentate sullo schermo durante l'aggiornamento possono essere riesaminate dopo essere state cercate nel file generato durante l'aggiornamento.

4.5.6. Cambiare la sessione sulla console

Quando si usa la console locale del sistema per fare l'aggiornamento, potrebbe accadere che durante l'aggiornamento la console sia spostata su una vista diversa e che si perda la visibilità del processo d'aggiornamento. Questo può accadere, per esempio, sui sistemi desktop quando viene riavviato il display manager.

Per recuperare la console su cui era in corso l'aggiornamento, usare Ctrl+Alt+F1, se si è nella schermata di avvio grafico, oppure usare Alt+F1 se si è in una console testuale locale, per tornare al terminale virtuale 1. Al posto di F1 usare il tasto funzione con lo stesso numero del terminale virtuale su cui era in corso l'aggiornamento. Per scorrere i diversi terminali in modalità testuale è possibile usare Alt+Freccia sinistra o Alt+Freccia destra.

4.5.7. Pacchetti che richiedono un'attenzione particolare

Nella maggior parte dei casi l'aggiornamento dei pacchetti da squeeze a wheezy avviene tranquillamente. Ci sono pochi casi in cui potrebbe essere necessario un qualche tipo d'intervento, prima o durante l'aggiornamento; seguono i dettagli per ciascun pacchetto.

4.5.7.1. Sudo

Se è stato modificato il file /etc/sudoers, allora si dovrebbero conoscere le modifiche fatte al modo in cui è gestita la configurazione di sudo. Il file /etc/sudoers predefinito ora include due direttive:

Defaults        secure_path="/usr/local/sbin:/usr/local/bin:/usr/sbin:/usr/bin:/sbin:/bin"
#includedir /etc/sudoers.d

Nessuna di esse viene aggiunta in modo automatico al file /etc/sudoers durante l'aggiornamento. (Sebbene sarà sempre possibile eseguire comandi sudo specificando il loro percorso pienamente qualificato.) Perciò può essere una buona idea migrare le proprie modifiche nella nuova directory /etc/sudoers.d e usare il file /etc/sudoers predefinito. Per esempio:

# mv /etc/sudoers /etc/sudoers.d/miemodifiche
# mv /etc/sudoers.dpkg-new /etc/sudoers

Può anche essere necessario modificare il proprio /etc/sudoers.d/miemodifiche per rimuovere voci Defaults e #includedir indesiderate. Per farlo si deve usare visudo:

# visudo -f /etc/sudoers.d/miemodifiche

4.5.7.2. Screen

Le versioni di GNU Screen in Squeeze e Wheezy non usano lo stesso protocollo di comunicazione tra il client screen e il server SCREEN. Al pacchetto screen di Wheezy è stata applicata una patch in modo che la funzionalità più importante sia presente, anche se le versioni del client e del server screen non corrispondono.

La funzionalità più rilevante che non funziona correttamente quando ci si connette ad una sessione di Screen avviata con la versione di Squeeze di screen usando la versione di Wheezy di screen come client, è il ridimensionamento del terminale (segnale WINCH). Il modo di aggirare il problema è di scollegarsi e ricollegarsi per ottenere la dimensione dei terminali all'interno della sessione screen correttamente regolata.

Alcune applicazioni basate su ncurses, ad esempio aptitude in modalità visuale, possono lasciare tracce dei precedenti contenuti sulla schermata. Il problema si risolve premendo Ctrl+L.

Un altro sintomo (non dannoso) di una tale connessione tra versioni diverse è l'invio da parte di screen di messaggi come "Message 40 of 12376 bytes too small".

Tutti questi problemi svaniscono non appena si esce dalla sessione di Screen avviata con la versione Squeeze di screen.

Vedere anche /usr/share/doc/screen/NEWS.Debian.gz nel pacchetto screen di Wheezy.

4.5.7.3. Modulo PHP suhosin

Il pacchetto php5-suhosin è stato rimosso. Se la propria configurazione includeva il modulo suhosin, non potrà essere caricata con successo dopo l'aggiornamento di PHP. Eseguire dpkg --purge php5-suhosin per rimuovere la configurazione rimasta in /etc/php5/conf.d/suhosin.ini.

4.6. Aggiornare il kernel e i pacchetti collegati

Questa sezione spiega come aggiornare il kernel e identifica le relative potenziali problematiche. Si può o installare uno dei pacchetti linux-image-* forniti da Debian, oppure compilare un kernel personalizzato dai sorgenti.

Si noti che molte informazioni in questa sezione sono basate sull'assunzione che si utilizzerà uno dei kernel modulari di Debian, insieme con initramfs-tools e udev. Se si sceglie di utilizzare un kernel personalizzato che non richiede un initrd, o se si utilizza un generatore di initrd differente, alcune delle informazioni potrebbero non essere attinenti al proprio caso specifico.

4.6.1. Installazione del metapacchetto del kernel

Quando si effettua il dist-upgrade da squeeze a wheezy è fortemente raccomandata, se non è ancora stata fatta, l'installazione di un metapacchetto linux-image-*, che potrebbe essere installato automaticamente dal processo di dist-upgrade. Lo si può verificare eseguendo:

# dpkg -l "linux-image*" | grep ^ii

Se non si vede alcun output, si dovrà installare manualmente un nuovo pacchetto linux-image. Per vedere un elenco dei metapacchetti linux-image disponibili si esegua:

# apt-cache search linux-image- | grep -v transition

Se non si è sicuri sul pacchetto da selezionare, si esegua uname -r e si cerchi un pacchetto con un nome simile. Ad esempio, se si vede «2.6.32-5-amd64» è consigliata l'installazione di linux-image-amd64. Si può anche utilizzare apt-cache per vedere una lunga descrizione di ciascun pacchetto che aiuti a scegliere il migliore disponibile. Ad esempio:

# apt-cache show linux-image-amd64

Si dovrebbe quindi utilizzare apt-get install per installarlo. Una volta che questo nuovo kernel è installato si dovrebbe riavviare alla prossima opportunità disponibile per poter apprezzare i benefici offerti dalla nuova versione del kernel.

Per i più avventurosi esiste un modo agevole per compilare il proprio kernel personalizzato su Debian. Si installino i sorgenti del kernel forniti nel pacchetto linux-source. Per compilare un pacchetto binario si può usare il target deb-pkg disponibile nel makefile dei sorgenti. Ulteriori informazioni possono essere trovate nel Debian Linux Kernel Handbook, che può a sua volta essere trovato anche nel pacchetto debian-kernel-handbook.

Se possibile, è preferibile aggiornare il pacchetto del kernel separatamente dall'aggiornamento dist-upgrade principale, per ridurre i rischi di trovarsi con un sistema temporaneamente non avviabile. Si noti che questo dovrebbe essere fatto soltanto dopo il processo di aggiornamento minimo descritto in Sezione 4.4.4, «Aggiornamento minimo del sistema».

4.6.2. Problemi al momento dell'avvio (attesa per il device root)

Se per l'avvio del sistema viene utilizzato un initrd creato con initramfs-tools, in alcuni casi la creazione dei file di device ad opera di udev può accadere troppo tardi perché gli script di avvio possano agire su di essi.

I sintomi comuni sono il fallimento dell'avvio per il fatto che il file system radice non può essere montato e il ripiego in una shell di debug:

Gave up waiting for root device.  Common problems:
 - Boot args (cat /proc/cmdline)
   - Check rootdelay= (did the system wait long enough?)
   - Check root= (did the system wait for the right device?)
 - Missing modules (cat /proc/modules; ls /dev)
ALERT!  /dev/qualcosa does not exist.  Dropping to a shell!
(initramfs) 

Ma quando si fa una verifica in seguito tutti i device necessari saranno presenti in /dev. Ciò è stato osservato in casi in cui il file system radice è su un disco USB o in RAID, specialmente se viene utilizzato LILO.

Un modo per aggirare questa problematica è l'utilizzo del parametro di avvio rootdelay=9. Il valore per il timeout (in secondi) potrebbe necessitare di una correzione.

4.7. Preparazione per il prossimo rilascio

Dopo l'aggiornamento ci sono molte cose che si possono fare per prepararsi per il prossimo rilascio.

  • Si rimuovano i pacchetti ora obsoleti o ridondanti come descritto in Sezione 4.8, «Pacchetti obsoleti». Si dovrebbe controllare quali file di configurazione questi usano e considerare di effettuare una rimozione completa per eliminarli.

4.8. Pacchetti obsoleti

wheezy introduce molte migliaia di nuovi pacchetti, ma nel contempo ritira e manca di più di quattromila vecchi pacchetti che erano in squeeze. Non viene fornito alcun percorso di aggiornamento per questi pacchetti obsoleti. Nulla impedisce di continuare a usare pacchetti obsoleti, se così si desidera, ma il progetto Debian terminerà solitamente il supporto di sicurezza per essi un anno dopo il rilascio di wheezy[5] e normalmente non fornirà altro supporto oltre a quello nel frattempo. È raccomandata la loro sostituzione con le alternative disponibili, se ve ne sono.

Vi sono molte ragioni per cui i pacchetti possono essere stati rimossi dalla distribuzione: non sono più mantenuti a monte, non vi sono più sviluppatori Debian interessati alla manutenzione dei pacchetti, le funzionalità fornite sono state superate da altri software o da una nuova versione, oppure non sono più considerati adatti per wheezy a causa di errori. In quest'ultimo caso, i pacchetti potrebbero continuare a essere presenti nella distribuzione «unstable».

Trovare quali pacchetti in un sistema aggiornato sono «obsoleti» è facile, poiché le interfacce dei gestori di pacchetti li marcheranno come tali. Se si usa aptitude, si vedrà una lista di questi pacchetti nella sezione «Pacchetti obsoleti e creati localmente».

Il Sistema di tracciamento dei bug (BTS) di Debian fornisce spesso informazioni aggiuntive sul perché un determinato pacchetto è stato rimosso. Si dovrebbero visionare sia i rapporti per il pacchetto stesso, sia i rapporti archiviati dei bug per lo pseudo-pacchetto ftp.debian.org.

L'elenco dei pacchetti obsoleti comprende:

  • mysql-5.1, il successore è mysql-5.5.

  • postgresql-8.4, il successore è postgresql-9.1. Wheezy fornisce solo un pacchetto postgresql-plperl-8.4 aggiornato che è collegato alla nuova versione di libperl, allo scopo di permettere l'aggiornamento alla nuova versione di Perl in Wheezy senza rendere inutilizzabili le installazioni di postgresql-8.4 esistenti. Una volta terminato l'aggiornamento del sistema operativo, si dovrebbe pianificare anche l'aggiornamento dei propri cluster database di PostgreSQL 8.4 alla nuova versione 9.1 di PostgreSQL, usando lo strumento pg_upgradecluster.

  • python2.5, il successore è python2.7.

  • portmap, il successore è rpcbind.

  • sun-java6, il successore è openjdk-7.

  • gdm, il successore è gdm3. Gli utenti con ambienti desktop leggeri, come Xfce o LXDE potrebbero prendere in considerazione lightdm come alternativa più leggera.

  • mpich, i successori sono openmpi e mpich2.

  • Il window manager e gestore di compositing OpenGL compiz, vedere le segnalazioni di bug #677864 (e #698815).

  • Alcuni driver video obsoleti di Xorg non sono più disponibili in wheezy. Questi driver includono xserver-xorg-video-nv e xserver-xorg-video-radeonhd. Potrebbero essere rimossi durante l'aggiornamento; gli utenti dovrebbero invece installare xserver-xorg-video-all.

  • Tutti i pacchetti Horde 3 packages, che forniscono software collaborativo via web, sono stati rimossi e sono obsoleti. Includono: ansel1, chora2, dimp1, gollem, horde-sam, horde3, imp4, ingo1, kronolith2, mnemo2, nag2, sork-forwards-h3, sork-passwd-h3, sork-vacation-h3 e turba2. Dato che i pacchetti Horde 4 non hanno raggiunto un livello di qualità sufficiente prima del rilascio di wheezy, sono anch'essi non disponibili. Potrebbero essere disponibili in testing come pacchetti php-horde-*.

  • La maggior parte dei pacchetti Kolab, che forniscono un server per groupware, sono stati rimossi. Ciò include: kolab-cyrus-imapd, kolab-webadmin, kolabd, libkolab-perl, php-kolab-filter e php-kolab-freebusy. Nel 2012 Kolab è andato incontro ad una grande riscrittura e potrebbe essere fornito con un successivo rilascio di Debian come pacchetto kolab. NB: Il server SOGo (prima chiamato Scalable OpenGroupware.org) è fornito in wheezy come sogo.

  • Tutti i pacchetti OpenERP 5 sono stati rimossi e sono obsoleti. Sono inclusi: openerp-client, openerp-server, openerp-web.

  • Il pacchetto pootle 2.0.5 è stato rimosso.

  • I pacchetti uw-imapd e ipopd sono stati rimossi. Esistono alternative migliori, per esempio dovecot-imapd e courier-imap per IMAP, o dovecot-pop3d e courier-pop per POP3.

  • Il pacchetto drupal6 non è più disponibile; è stato sostituito da drupal7. Tuttavia non esiste un percorso di aggiornamento automatico e gli utenti dovrebbero leggere le istruzioni sul Wiki Debian.

4.8.1. Pacchetti fittizi

Taluni pacchetti per squeeze sono stati suddivisi in diversi pacchetti in wheezy, spesso al fine di migliorare la manutenzione del sistema. Per facilitare il percorso di aggiornamento in tali casi, wheezy spesso fornisce pacchetti «fittizi», che sono pacchetti vuoti che hanno lo stesso nome del vecchio pacchetto in squeeze con dipendenze che causano l'installazione dei nuovi pacchetti. Questi pacchetti «fittizi» sono considerati superflui dopo l'aggiornamento e possono essere rimossi in tutta sicurezza.

La descrizione della maggior parte dei pacchetti fittizi, ma non di tutti, indica il loro scopo. Purtroppo le descrizioni dei pacchetti fittizi non sono uniformi, per cui si potrebbe anche trovare utile lo strumento deborphan con le opzioni --guess-* (per esempio --guess-dummy) per trovarli nel proprio sistema. Si noti che alcuni pacchetti fittizi non sono creati per essere rimossi dopo un aggiornamento ma, invece, servono per tener traccia nel tempo della versione attualmente disponibile di un programma.



[1] Se la priorità di debconf è impostata ad un valore molto alto potrebbe bloccare i prompt di configurazione quindi i servizi che si basano su risposte predefinite che non sono appropriate per il proprio sistema non partiranno.

[2] Per esempio i servizi DNS e DHCP, in modo particolare se non c'è ridondanza o failover. Nel caso del DHCP gli utenti finali potrebbero essere disconnessi dalla rete se il lease time è inferiore al tempo necessario per la conclusione dell'aggiornamento.

[3] Questa funzionalità può essere disabilitata aggiungendo il parametro panic=0 ai parametri di avvio del proprio sistema.

[4] Normalmente il sistema di gestione di pacchetti di Debian non consente a un pacchetto di rimuovere o sostituire un file controllato da un altro pacchetto, a meno che non sia stato definito che il primo pacchetto sostituisce il secondo.

[5] O per tutto il tempo in cui non uscirà un altro rilascio. Tipicamente solo due rilasci stabili sono supportati contemporaneamente.